BAMBINI E CIBO: NON FACCIAMOLI DIVENTARE NEMICI

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BAMBINI E CIBO: NON FACCIAMOLI DIVENTARE NEMICI

I bambini sanno gestirsi col cibo molto più di quanto sappiamo fare noi. Non mangiano senza fame, spesso ciò che a noi pare poco a loro è in realtà più che sufficiente.
Nulla spesso significa la loro costituzione fisica, bimbi alti e robusti che mangiano come uccellini e in modo monotono, esili giunchi capaci di mangiare quantità di cibo che ci si chiede dove possano mettere.
Il cibo innesca guerre che non dovrebbero esistere.
Un bambino che si rifiuta di mangiare oltre una modicissima quantita’, non necessariamente è un bimbo che avrà carenze, questo lo può stabilire solo il pediatra, più spesso sta mangiando quello che a lui è bastevole; qualsiasi forzatura sarà solo controproducente e creatrice di disagio.
Altra cosa, suggerita dai pedagogisti Rossini ed Urso, è di non riempire mai troppo il piatto dei bambini. I più piccoli, quelli che neanche arrivano ad altezza tavolo, vedono con spavento le cose grandi, e questo vale anche per le pietanze, i piatti troppo pieni, che poi, spesso pretendiamo siano finiti “perché non si deve lasciare nulla nel piatto”. Allora mettiamo modiche quantità e magari chiederanno il bis.
Ci sono bimbi, è il caso per esempio di di mia figlia, quattro anni e mezzo, che, dopo aver avuto una alimentazione variata, arrivano a ridurre a pochissime cose i cibi che ritengono “buoni” e “assaggiabili”.
Anche in questo caso inutile bollare il tutto come “capriccio” e costringerli a mangiare ciò che non vogliono con promesse o ricatti di vario genere.
In questo modo il momento del pranzo diverrà solo un momento ansiogeno, il rapporto col cibo diverrà difficile, e i danni a lungo termine potrebbero avere anche una gravità che non possiamo prevedere ma non dobbiamo sottovalutare (parlo anche per esperienza personale, da ex anoressica che col cibo in fondo non ha fatto pace mai).
Un modo suggerito dalla pedagogista Viviana Leo,e da molte mamme, è il coinvolgimento nella preparazione dei cibi.
Mescolare, impastare entrare in contatto e manipolare il cibo, preparare ciò che da loro stessi verrà mangiato li rassicura e li inorgoglisce.
Il cibo ha valenze simboliche enormi,non facciamolo mai diventare terreno di conflitto.

Lucia

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